Nutrizionista Dott.ssa Giordana Lucente: percorso alimentare mirato

Il percorso alimentare mirato: i passaggi necessari

Il percorso alimentare mirato di Nutrizione Genetica: i passaggi necessari per capire come funziona

Un valido strumento usato dalla nutrizionista dott.ssa Giordana Lucente.

Durante la prima visita in studio la nutrizionista effettua anamnesi del paziente e analisi elettro-fisiologica. Questi dati servono per la
preparazione del percorso alimentare mirato che viene consegnato dopo una settimana dall’incontro e che tiene conto delle caratteristiche fisiche e soggettive del paziente (ad esempio gusti personali).

Vediamo nel dettaglio quali sono le fasi di un percorso alimentare mirato:

  1. Analisi bioimpedenziometrica (BIA)
    Una volta rilevata l’altezza del soggetto, la nutrizionista farà salire il paziente a piedi nudi su una strumentazione che esegue analisi elettro-fisiologica. Questa si basa sulla differente capacità conduttiva e resistiva dei comparti corporei e serve per misurare la fisiologia del soggetto. Il nutrizionista attraverso questa analisi non si “accontenta” di rilevare il solo peso del paziente ma può così conoscere la percentuale di grasso corporeo, idratazione, massa muscolare e metabolismo. Ottenere questi dati è utile in primis per la preparazione del percorso alimentare mirato ed in seguito per seguire il paziente nel cambiamento fisico.
  2. Valutazione degli esami
    Si valutano esami ematici recenti per poter calibrare al meglio le indicazioni nutrizionali.
  3. Analisi della situazione clinica del paziente
    Si esamina la storia clinica del paziente (interventi chirurgici, trattamenti farmacologici, malattie croniche…)
  4. Analisi sociologica del paziente
    Si prende conoscenza dello stile di vita (attività lavorativa, sonno notturno, sport)

I precedenti dati sono importanti per il nutrizionista al fine di formulare il piano alimentare personalizzato.

Perché il nutrizionista utilizza strumenti professionali più accurati rispetto ad una semplice bilancia?

Perché il peso ponderale non è un’unità di misura sufficiente a valutare le caratteristiche del paziente, le sue necessità nutrizionali e l’andamento del piano alimentare.

Spesso nei piani dietetici volti al dimagrimento, si punta a perdere velocemente molto peso, ma una repentina riduzione di peso è legata ad una drastica diminuzione di massa muscolare e questo non è un dato positivo. Basarsi quindi esclusivamente sulla rilevazione del peso corporeo significa pesare un contenitore senza conoscerne in nessun modo il contenuto.

Un soggetto che inizia un’attività sportiva regolare senza modificare la dieta, aumenterà il suo peso corporeo a causa dell’aumento di massa muscolare.

E’ importante considerare che il muscolo ha un rapporto peso/volume nettamente superiore al rapporto peso/volume del grasso corporeo. Questo significa che la diminuzione del peso corporeo di un soggetto non sempre indica un cambiamento fisiologico positivo così come l’aumento del peso corporeo non sempre indica un fattore negativo.

Con le giuste informazioni il nutrizionista può preparare un piano alimentare “cucito su misura” per il paziente che è ben distante da una qualsiasi dieta standardizzata.

 

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